
Isola di CAPRI
L'isola di Capri è situata nel Golfo di Napoli, tra la penisola sorrentina, Capo Miseno e le isole di Procida e Ischia. è facilmente raggiungibile da Napoli (Molo Beverello e/o Mergellina a 20 min dall''Hotel) .Di origine calcarea, la sua sezione più bassa è al centro, mentre i suoi lati sono alti e circondati per lo più da spaventosi precipizi, dove si trovano numerose grotte. La sua orografia è composta, ad ovest, dalle pendici del monte Solaro e, ad est, dal monte San Michele, con la Croce e il monte Tuoro.
Lo storico e geografo greco Strabone, nella sua Geografia, riteneva che Capri fosse stata un tempo unita alla terraferma. Questa sua ipotesi è stata poi confermata, recentemente, sia dall’analogia geologica che lega l’isola alla penisola sorrentina sia da alcune scoperte archeologiche.
Coesistono sull'isola due realtà urbane, diverse tanto per la naturale separazione geografica quanto per tradizioni e origine etnica: Capri e Anacapri. Tale differenziazione si spiega con la naturale vicinanza di Capri al mare: la presenza del porto ha infatti agevolato gli scambi commerciali e culturali con il Regno di Napoli e determinato, di conseguenza, un suo maggiore benessere economico.
Le due comunità erano in eterno conflitto, impegnate a difendere ognuna i propri diritti, esasperate dalla mancanza di vera autonomia che le costrinse ad accettare, nel corso dei secoli, le pressanti pretese degli amministratori inviati dal continente come controllori dell'economia locale.
La Piazzetta di Capri
Piazza Umberto I è la famosa Piazzetta, aperta sul panorama di Monte Solaro dalla terrazza con le bianche colonne della Funicolare. La Piazzetta è il centro dell'isola di Capri sia per i turisti che per gli abitanti del posto. Chiunque arriva a Capri deve passare tra gli stretti spazi lasciati liberi dai tavolini dei bar, dove ci si incontra per fare colazione o semplicemente due chiacchiere, coperti dalla discrezione degli ombrelloni utilizzati per riparare dal sole. In Piazzetta si trova il giornalaio del paese, e il piccolo ufficio informazioni dell'Azienda del Turismo. Su un lato della Piazzetta, di fronte alla scalinata, c'è il Municipio.
Nel cortile del Municipio c'è il fusto di una colonna scanalata e il frammento di una base circolare in marmo, ritrovati negli anni Venti durante la costruzione del porto, probabilmente appartenenti alla villa augustea di Palazzo a Mare. La Piazzetta era il centro della vita locale, sede del mercato della verdura e del pesce, raramente della carne, merce un tempo molto rara. Solo nel 1938, dall'idea del giovane caprese Raffaele Vuotto di sistemare alcuni tavolini, la Piazzetta assunse un carattere più mondano. Da quel momento la Piazzetta divenne punto focale della vita sociale che prima si svolgeva negli alberghi e nelle abitazioni private.
Marina Grande
Appena scesi dal traghetto o dall'aliscafo, si arriva a Marina Grande. All'estremità iniziale della banchina ci sono gli uffici dell'Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo, dove chiedere qualsiasi tipo d'informazione, e la Capitaneria di Porto. Alle spalle di questo palazzo ci sono le biglietterie di tutte le compagnie di navigazione, degli autobus, della Funicolare; inoltre ci sono la spiaggia pubblica di Marina Grande, la più grande dell'isola di Capri e, d'estate, l'imbarco per il motoscafo che porta alla zona di Palazzo a Mare. Andando a sinistra c'è Piazza Vittoria e la stazione della Funicolare, il posteggio dei taxi, il giornalaio, la farmacia, vari bar, ristoranti e negozi di prodotti tipici. Procedendo per via Cristoforo Colombo si raggiunge il porto turistico e il parcheggio per le auto e ciclomotori sul Molo Pennello.
Marina Piccola
A 15 minuti dalla Piazzetta sul versante sud dell'isola di Capri c'è la baia di Marina Piccola. A Marina Piccola si può arrivare in autobus, taxi o a piedi, percorrendo via Mulo. Arrivati in un piccolo piazzale, dove c'è il capolinea degli autobus e il posteggio dei taxi, si scendono alcuni gradini per veder la piccola Chiesa di S. Andrea, costruita nel 1900. Continuando a scendere si arriva al famosissimo "Scoglio delle Sirene" che divide l'insenatura in due baie: a sinistra Marina di Pennauro e a destra Marina di Mulo. Il toponimo sirene è stato utilizzato per la prima volta ad inizio secolo quando alcuni studiosi vollero individuare nello scoglio delle sirene il 'prato fiorito sul mare' di Omero, ipotizzando che l'uomo primitivo di Capri si sarebbe servito del canto delle sue donne per indurre i naviganti a sbarcare. La spiaggia di Marina Piccola è molto alla moda, ricca di stabilimenti; al piccolo molo dello Scoglio delle Sirene arrivano le barche che d'estate fanno la spola tra Marina Piccola e i Faraglioni.
Faraglioni
I Faraglioni sono tre picchi scampati al franamento della costa, all'erosione del mare e degli agenti atmosferici. Sono distinti con nomi diversi: il primo unito alla terra, si chiama Stella, il secondo, separato dal primo per un tratto di mare, Faraglione di Mezzo ed il terzo, Faraglione di Fuori o Scopolo, ossia capo o promontorio sul mare. Sul Faraglione di Fuori vive la famosa Lucertola Azzurra dei Faraglioni, Podarcis sicula coerulea, ed è l'unico luogo dove è possibile trovarla. Si vuole pensare che dopo il distacco dalla terraferma una sorta di mimetismo protettivo abbia fatto acquistare alle sue squame i colori azzurri del mare e del cielo. I Faraglioni hanno un'altezza media di 100 metri e nel Faraglione di Mezzo si apre una cavità, il sottopassaggio conosciuto in tutto il mondo. I Romani prediligevano questa zona dell'isola di Capri: anticamente disseminata di splendide ville e ombrosi ninfei, poi raffinato rifugio di artisti nel Novecento, è oggi sede di ville e alberghi esclusivi.
Via Krupp e i Giardini di Augusto
È una strada pedonale che collega la zona della Certosa e dei Giardini di Augusto con Marina Piccola, un tempo in contatto col paese solo tramite via Mulo. Costruita nei primi anni del 1900, superando un dislivello di circa 100 metri, è stata voluta da Friedrich Alfred Krupp, un industriale tedesco. Via Krupp fu progettata e realizzata dall'ingegner Emilio Mayer tagliando la roccia viva fino al mare, con un percorso a tornanti così stretti da sembrare sovrapposti. Guardandola dall'alto o percorrendola, regala un effetto così strabiliante da poterla ritenere una vera e propria opera d'arte, addolcita dalla vegetazione tipicamente mediterranea che spontaneamente vi cresce. Lungo via Krupp s'incontra un piccolo cancello che porta alla grotta di Fra' Felice, dove Krupp fece edificare la sua villa, e, un po' più avanti, un sentiero scosceso che arriva fino alla Grotta dell'Arsenale, a quattro metri sul livello del mare. Frequentata generalmente da nudisti, qui è possibile fare il bagno anche se è forte il pericolo di caduta massi. Negli ultimi anni via Krupp è stata restaurata, ma la roccia che la sovrasta non è stabile, soprattutto nelle giornate di forte vento. Il suo accesso è chiuso da un cancello ed essa si può guardare solo dall'alto.
Tragara, Pizzolungo e Arco Naturale
In fondo a via Camerelle girando a sinistra c'è una ripida ma breve salita che porta a via Tragara, costruita in epoca romana. La strada è pianeggiante e ben tenuta, è affiancata da alberghi, ristoranti di lusso e splendide ville, di cui si possono intravedere solo i portoni e la ricca vegetazione che ne protegge l'interno da sguardi indiscreti. Tra gli edifici che si possono notare lungo la strada, ci sono la Chiesa Evangelica Tedesca, in stile tipicamente transalpino, inusuale per l'architettura caprese, Villa Discopoli, abitata dallo scrittore Rainer Maria Rilke, Villa Lo Studio dove soggiornò il poeta Pablo Neruda, e l'Hotel Punta Tragara, in cui si dice ci sia anche la mano dell'architetto Le Corbusier. Via Tragara termina con un suggestivo belvedere a terrazza sui Faraglioni, a sinistra si riesce a scorgere parte della Costiera Amalfitana e a destra l'abitato con le case arrampicate sui pendii, Monte Castiglione sovrastato dal castello, Monte Solaro e la baia di Marina Piccola.
Monte Solaro, Cetrella e Castello di Barbarossa
A circa un'ora e mezzo di cammino dal centro di Anacapri si trova la sommità del Monte Solaro, raggiungibile anche con la seggiovia in 12 minuti. Qui si trovano i resti del "Fortino di Bruto" costruito agli inizi dell'800, nel periodo delle battaglie tra inglesi e francesi. È la parte più alta di Capri con i suoi 589 metri sul livello del mare, qui il panorama è a 360° su tutta l'isola di Capri. Si notano in lontananza le montagne della Calabria, gli Appennini e la Costiera Amalfitana; poi la Penisola Sorrentina, il Golfo di Napoli, le isole di Procida ed Ischia. Negli anni cinquanta fu costruito in cima a Monte Solaro un complesso chiamato "La Canzone del Cielo", con piscina, solarium, ristorante e american bar. Oggi resta attivo solo quest'ultimo. Il Monte Solaro è chiamato anche "Acchiappanuvole" perché, soprattutto all'alba, quando si accentua lo sbalzo termico tra mare e roccia, si forma una cortina di vapori. L'aria marina più calda e umida si condensa in nebbia sul suolo raffreddato dalla notte e viene spinta dal vento. Dove è sbarrata la strada, la nebbia sale verso l'alto e genera la caratteristica corona di nubi. Questo fenomeno può avvenire anche la sera soprattutto in autunno. Il soffio del vento apre sempre mutevoli scorci di paesaggio nella cortina di vapori e il sipario di brume si solleva e rivela, in tutta la sua bellezza, l'isola di Capri sdraiata ai piedi del monte.
La Migliera - Anacapri
Il tragitto della Migliera, o Migliara, si snoda alla scoperta di coltivazioni tipiche, soprattutto vigneti, tra lembi superstiti degli antichi boschi e squarci aperti verso il mare di Ischia. La passeggiata tra i vigneti attraverso la piccola stradina, un tempo esclusivamente pedonale, finisce con il Belvedere del Tuono, il più suggestivo di tutta l'isola di Capri. Il panorama dolce e riposante muta radicalmente: davanti soltanto una distesa sconfinata di mare e un precipitare di rocce bianche e appuntite che arrivano fino alla Cala del Limmo e a Punta Carena, con il suo storico faro. Abitanti di questi luoghi solo i gabbiani che, ad ali spiegate, volano sfruttando le correnti d'aria. Lo spettacolare Belvedere del Tuono era forse già tale in età romana; nell'ottocento erano ancora visibili i resti di antiche strutture, tasselli di mosaici di vetro e intonaci colorati. Percorrendo un sentiero in salita in terra battuta si incontra prima una Madonnina, poi una grande croce in ferro, ed in ultimo un altro belvedere che affaccia anche sui Faraglioni e dove è giustificabile illudersi di essere soli sull'isola di Capri, soprattutto se si giunge al tramonto o in una giornata d'inverno, quando sono poche le barche che attraversano il mare.
Punta Carena - Anacapri
La Punta Carena si trova all'estremità sud-occidentale dell'isola di Capri, sulla penisola del Limmo, nome che deriva dal latino limen e significa confine. Alle sue spalle si alza il dirupo della Migliera percorso dai muri di difesa costruiti dagli inglesi all'inizio dell'800 a protezione di Capri. Il faro, una torre ottagonale costruita circa un secolo e mezzo fa, nel 1866, tra i più importanti del Mar Tirreno, è il secondo in Italia per portata luminosa dopo quello di Genova. A Punta Carena il fondale declina molto rapidamente, a soli 500 metri dalla costa ne segna circa 600 di profondità. Qui d'estate il sole tramonta sul mare, ci sono diverse strutture balneari, disposte su comode terrazze, con scalette in ferro per scendere in acqua. È una località alla moda, ideale per godersi una giornata al mare ma anche per passare la serata, perché i locali restano aperti fino a tardi e spesso ci sono serate-evento.
I Fortini
Il Sentiero dei Fortini collega la zona del Faro di Punta Carena alla zona della Grotta Azzurra via costa, il percorso, tra cornici di roccia, scultorei promontori e baie profonde come fiordi dalle acque turchesi, è stato recentemente ristrutturato, così come lo sono stati i tre Fortini che sono collegati tramite esso: Orrico, Pino e Mesola. Edificati per proteggere la zona ad ovest dell'isola dagli attacchi di invasori, i Fortini sono stati in seguito abbandonati a se stessi per molti anni, e solo ultimamente riportati alle fattezze iniziali. Il Sentiero dei Fortini è di rara bellezza, alla scoperta dei profumi intensi e dei colori della macchia mediterranea che tutto l'anno vive di effimeri colori e di persistenti profumi che diventano sempre più penetranti con l'alzarsi della temperatura.
La Grotta Azzurra
La Grotta Azzurra di Capri è nota in tutto il mondo per la sua vastità, la colorazione intensamente azzurra del suo interno e lo splendore bianco argenteo che assumono gli oggetti immersi nelle sue acque. Ci sono due modi per arrivare alla Grotta Azzurra, via terra arrivando da Anacapri con l'autobus o il taxi; o via mare partendo da Marina Grande con i motoscafi che, facendo il giro dell'isola di Capri, fermano all'ingresso della grotta. Per entrare nella Grotta Azzurra bisogna salire su piccole barche a remi, in due o tre persone al massimo e, stesi sul fondo, si attraversa lo stretto e basso varco naturale aperto nella roccia. L'operazione è impossibile nei giorni in cui tira il vento di libeccio o di maestrale. L'ingresso della Grotta Azzurra è un piccolo varco nella parete rocciosa, largo circa 2 metri e alto altrettanto, che si trova sopraelevato sul livello del mare di circa 1 metro, per questo motivo per entrare bisogna distendersi sulla barca. Il rematore abbandona i remi e spinge la barca dentro afferrando una catena murata sulla volta dell'ingresso. L'ambiente interno appare tutto di colore azzurro, la volta, definita Duomo Azzurro, ha un'altezza media di 7 metri arrivando a 14 nella parte più interna; la cavità d'erosione è lunga circa 60 metri e larga al massimo 25. La grotta continua con la Galleria dei Pilastri, tre rami comunicanti tra loro che confluiscono nella Sala dei Nomi, chiamata così per le numerose firme dei visitatori apposte sulle pareti, e il Passaggio della Corrosione, fino all'estremo punto accessibile, la Sala della Corrosione. La colorazione azzurra della Grotta Azzurra è dovuta al fatto che la luce del giorno entra attraverso una finestra sottomarina che si apre esattamente sotto il varco d'ingresso, subendo in tal modo una filtrazione da parte dell'acqua, che assorbe il rosso e lascia passare l'azzurro. Un secondo fenomeno determina lo splendore argenteo degli oggetti immersi: le bolle d'aria che aderiscono alla superficie esterna degli oggetti, avendo indice di rifrazione diverso da quello dell'acqua, permettono alla luce di uscire. Si pensa che l'interno della Grotta Azzurra in epoca romana, al tempo di Tiberio, fosse utilizzato come ninfeo marino, c'è stato chi lo ha immaginato come un luogo di Nereidi o di Sirene e chi riteneva fosse il regno di diavoli che intimorivano chiunque osasse entrarvi.
Villa San Michele - Anacapri
Villa San Michele ad Anacapri è stata la casa del medico svedese Axel Munthe. Costruita sui ruderi di un'antica cappella dedicata a San Michele, appartiene oggi alla Fondazione Axel Munthe ed è un museo. Nel libro "La Storia di San Michele" il medico svedese racconta del suo arrivo a Capri nel 1885, e della progressiva costruzione della villa; egli non seguì un progetto, ma pochi schizzi fatti su una parete. Il complesso è articolato su più livelli; lo studio è al primo piano, la loggia attraversa pergole e colonne per giungere ad un belvedere circolare che affaccia sul Golfo di Napoli. Nella Villa San Michele sono conservati reperti archeologici recuperati da Munthe a Capri, Anacapri e altrove, a volte donati da amici. Troviamo frammenti di sarcofagi, busti, pavimenti romani, marmi e colonne. Nel giardino c'è una tomba greca e una sfinge in granito domina dal belvedere tutta l'isola di Capri.
Era ancora un giovane medico Axel Munthe, allorchè decise di realizzare i propri sogni ed ambizioni stabilendosi ad Anacapri. Medico di professione, Axel Munthe deve tuttavia la sua fama all'attivitˆ di scrittore. Ricevette numerosi riconoscimenti anche quale cultore dell'arte, filantropo ed amico degli animali. Munthe coltivò vari interessi e fu spesso un precursore. Pur essendo nato e morto in Svezia, la sua fu comunque una personalità di respiro internazionale. Trascorse infatti all'estero gran parte della sua vita e la sua opera appartiene all'intera umanità. Tranne brevi intervalli, Axel Munthe visse a Capri piン di 56 anni. il suo amore per l'amena isola situata nel Golfo di Napoli coincise con il consolidarsi della fama di questo luogo di villeggiatura preferita da personalità di spicco provenienti da tutto il mondo. Condivise la passione per la musica, la natura e gli animali con la regina Vittoria di Svezia, la quale per motivi di salute trascorse a Capri lunghi periodi. Onde proteggere gli uccelli migratori di Capri, che all'epoca rischiavano lo sterminio causa una caccia indiscriminata, Axel Munthe decise di acquistare il terreno costituito dal Monte Barbarossa al fine di offrire agli uccelli migratori una zona protetta; sosteneva infatti che Capri costituisse un concerto per gli amanti degli uccelli. La musica, del resto, fu il tema di molte serate trascorse in compagnia della regina di Svezia, che al pianoforte accompagnava la bella voce di baritono di Axel Munthe, il quale sapeva anche suonare il violino e il pianoforte.
La Certosa di S. Giacomo - Capri
La costruzione del monastero della Certosa cominciò nel 1363-65 ad opera di Giacomo Arcucci su un terreno donato dalla regina Giovanna I d'Angiò. Nel 1553 partirono i lavori di restauro, ampliamento e fortificazione e fu aggiunta una torre a sud, crollata poi nell'Ottocento. Si accede alla Certosa tramite un viale alla cui fine c'è l'ingresso con una torre fortificata. A fianco alla torre vi è il portico della Chiesa. La Certosa è strutturata in tre blocchi di edifici: uno estraneo alla vita del convento con la farmacia e la chiesa per le donne; uno per i frati conversi e per ospiti esterni con annessi i granai, le scuderie e i laboratori dove lavoravano i monaci; l'ultimo blocco per la vita di clausura con le celle intorno al Chiostro Grande e gli altri ambienti intorno al Chiostro Piccolo. Il Chiostro Grande segue uno schema tardo rinascimentale con archi a tutto sesto su pilastri in pietra, l'area al centro è organizzata secondo un disegno geometrico con spazi verdi. Il Chiostro Piccolo ha delicati archi a tutto sesto su colonne romane in marmo. Attualmente è sede di un Liceo Classico, del Museo Diefenbach, di concerti e manifestazioni. Sono presenti nelle sale del Museo due statue ritrovate sott'acqua nel 1964






